Tutti i post in: Poesie

  il cielo stellato disteso sopra le palme dell’estate finita e di quella mai arrivata la cassetta delle lettere piena di avvisi di garanzia pubblicità di pizze e memorandum d’innocenza che finiscono per mischiarsi le auto che sfrecciano ubriache la sveglia presto il tutto da fare rimandare aspettare cercare pace nell’ultima sigaretta del giorno spegnere sperare solo questo.     Marco Zangari © 2017...

    quando ero giovane immaginavo il palazzo dove stavo abitato da tutti gli scrittori che mi aiutavano a vivere facendomi dimenticare della vita -in una stanza sul retro John Fante si muoveva in circolo furiosamente disperatamente sempre aspettando Camilla da quel balcone ingombro di carte appallottolate -Pirandello metteva su il caffè la mattina presto poi si infilava in bagno per evitare Saroyan & il suo insulso chiacchierare di favole & sole -a Céline bisognava passarlo da sotto la porta solo le sue donne potevano entrare -Hemingway spuntava per pranzo portando pesci & storie difficili da credere -tutti a tavola con Miller che chiedeva prestiti alle pance piene e sognava solo di fuggire -nella stanza accanto Kerouac e gli altri tenevano la musica alta e riuscivano a far incazzare tutti essendo...

  nessuno scrive poesie di lunedì sera nessuno fa rivoluzioni con il malditesta nessuno si aspetta un sorriso nel treno verso casa   nessuno immagina mai la pioggia quando c’è il sole   e viceversa.     Marco Zangari © 2017...

  se non è la stanchezza è la macchina che non parte se non è la macchina sono i casini con la tua donna se non è la tua donna è l’eccesso di lavoro o la mancanza di lavoro o il lavoro se non è il lavoro è l’otturazione ai denti da rifare o quella strana macchia che ti devi ancora far controllare se non è la macchia sono le telefonate che devi ancora fare se non sono le telefonate è il mal di vivere che provi a curare quando tutto intorno è notte se non è il mal di vivere sono mille pensieri quotidiani come una nuvola spezzettata in tanti piccoli, ostinati temporali che...

il punto non è le domande che mi fai ma le risposte che mi appiccichi addosso lo so, dico sempre -è una lunga storia- e con questo intendo tutto a quel punto mi tuffo nel bicchiere sperando di cogliere la visione di com’è la vita su una spider con altre persone giugno, il mare e occhiali da sole -com’è, su quelle barche che non saprei nemmeno portare -com’è, in quelle teste senza alcun pensiero se non –prossimo pasto prossima cagata andare al lido venerdì sera- -com’è, quando ti hanno sistemato tutte le buche per strada e devi decidere solo con che auto correrci sopra -com’è, in quei viaggi per pochi quei locali per pochi anche se...

I culi delle mamme bionde di fronte all’oceano sono tutto quello che ci siamo dimenticati indietro -chiare, rotonde tra la sabbia e l’abbandono di un giorno qualunque Come le scopate all’improvviso le risate per niente le chiacchiere tutta la notte quel certo odore di casa quel certo amore nella tempesta Tutto perso mentre le mamme bionde continuano a prendere il sole da sole e il cielo è solo blu che scompare. Marco Zangari © 2012  ...

ogni tanto mi sento come se ogni anno fosse stato 100 guerre e ogni guerra mille battaglie mi sento che non è ancora finita che non finirà mai mi sento di stare qui a guardare la gente che esce dalla chiesa dopo la messa e toccarmi sentendomi in colpa sentendomi niente mi sento come se dovrei fare qualcosa mi sento come se non so cosa cazzo sia mi sento che questo malditesta mi ucciderà insieme a incubi umidi e notti col fucile puntato mi sento come se il mio capo ha ragione a dirmi cosa fare e a farsi succhiare dalle segretarie mi sento come se hanno ragione tutti mentre la messa finisce ancora una volta e loro possono tornare...

    Onde che lasciano segni dai contorni confusi a lambire impronte nette precise di amicizie che partono da troppo lontano e finiscono per perdere la rincorsa Onde che cancellano le impronte Onde che portano a riva il profumo forte e dolciastro di ragazze pelle liscia di ragazze mani sorprese di ragazze che non sarebbero rimaste ragazze a lungo ma non lo sapevamo e loro forse sì Onde che ora scoprono ora celano scogli improvvisi, neri, lucidi a rompere la superficie a sposare le tempeste Onde che vanno avanti e indietro avanti e indietro per inerzia costruendo cancellando estate e inverno fino a cadere a cedere al peso indifferente di tutte le altre onde.   Marco Zangari © 2016  www.marcozangari.it Pagina Facebook: Marco Zangari ...

  Gli ombrelloni che si richiudono uno dopo l’altro sotto un cielo ostinato puntuale solo nelle tempeste e che ora promette pioggia di quella che fa fuggire verso le auto parcheggiate di quella che allaga e fa respirare i campi che crea e distrugge che bagna in tutte le direzioni volti in cammino incerti agli incroci e che rende difficoltosa e quasi nasconde auto cariche di valigie e mobili e ricordi di casa verso una nuova casa oltre la tempesta Nell’aria umida che fa impazzire le mosche e redimere gli uomini sotto un cielo d’apocalisse domenicale una coppia giovane avvinghiata si scambia senza fiato i baci di un’estate che finirà al cadere delle prime gocce. Marco Zangari © 2016 www.marcozangari.it Pagina Facebook: Marco Zangari   ...

Strade di cittá d’agosto poche auto, tutte dirette altrove e dentro ogni auto una speranza di un’ora un sogno di vino una brezza in questa notte immobile Strade di cittá d’agosto universo in sospensione tregua sudore e sveltine di pace Strade di cittá d’agosto con le sue dolci bugie notturne che perfino i barboni sembrano andati in vacanza Strade di cittá d’agosto ed io, vagabondo immemore a calpestare la polvere di questo deserto di neon, bar vuoti semafori spenti e un’ultima birra prima di andare via. Questa poesia è tratta da “Chi ha bisogno di Rivoluzione quando invece può andarsene al mare?” (2016, disponibile su prenotazione a info@marcozangari.it). Fotografia di Michelangelo Restuccia  ...