Tutti i post in: Hotel Morgana

hotel morgana

Nel lontano 2007, io e un altro mio amico decidemmo di aprire un blog che fosse un po’ diverso dagli altri –qualcosa che a metà tra un forum, una community e una chat di gruppo (e che in qualche modo anticipò gli scambi sui social network).

Nacque così l’Hotel Morgana, luogo virtuale ma anche estremamente reale, non solo perchè ne esiste davvero uno (che mi ha ispirato una poesia, che dà a sua volta il titolo al blog), ma perchè sul Morgana le persone potevano conoscersi, scambiarsi impressioni, mandarsi a quel paese, ignorarsi o collaborare.

L’Hotel Morgana è un albergo di quelli a ore, come si usava un tempo, dove ognuno può prendere una stanza o fermarsi nel bar giusto il tempo di un mojito.
Dal 2007 ad oggi, più di 35 persone si sono fermate qui a raccontare la propria storia, a discutere di temi profondi o immense frescacce, a farsi forza o aspettare insieme l’alba.
Da tempo ho una stanza al Morgana, con il balcone puntato verso il mare e le pareti arrostite dal sole –e tra quelle pareti ho raccontato le prime storie di “Latinoaustraliana”, condiviso le poesie che sarebbero finite su “Rivoluzione”, scritto recensioni, e in generale ho trovato sempre un punto di riferimento a prescindere dalle distanze geografiche.

Anche se lo ignorate, c’è sempre una stanza che vi aspetta all’Hotel Morgana.

Non dimenticate una cosa, però: il minibar si paga a parte.

Benvenuti all’Hotel.

  Sto seduto nel balcone, per terra, le gambe appena lavate che aderiscono alle piastrelle, vento caldo di giugno. Penso a quando sono nato. Mentre abbandonavo quel posto, senza sapere, pronto a caricarmi fatture e conti di altri, una chiazza di grigio si formava sul soffitto della sala operatoria e poi silenziosamente usciva dalla finestra. Quella chiazza di grigio, poi diventata nuvoletta, poi nuvola. Spesso, uragano. Mi sono portato dietro monsoni e burrasche. Forse per questo i giorni di sole erano rari, e molto apprezzati. Sto seduto sul balcone a leggere scrittori...

(Questo post è stato scritto originariamente nel settembre del 2007, alla vigilia della mia prima partenza per l’Australia, e pubblicata sul blog/community Hotel Morgana. Da quel viaggio sarebbero poi nate le esperienze alla base del romanzo "Latinoaustraliana" (Nativi Digitali Edizioni, 2015))   “Che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finchè le si vede appena come macchioline che si disperdono?...

(Questo brano è stato originariamente pubblicato sul blog/community Hotel Morgana il 28 agosto 2007, e ripubblicato oggi nell'ambito di #HotelMorgana10anni. All'epoca mi trovavo in Italia, pronto alla partenza per l'Australia)   Giornata piatta, qui nel Paesino Bucodiculo dove abito al momento. Il sole batte forte, il condizionatore fa il suo lavoro, io faccio il mio –che, nella fattispecie, consiste nel mantenere una rotta grossomodo costante, senza farmi sbattere troppo da questo mare apparentemente calmo, e così insidioso a vederlo da vicino. L’acqua è scura, in alcuni punti così torbida da non...

  La mezzanotte si avvicinava. Fosse stato Capodanno, avrei fatto come sempre –cioè chiuso in bagno ad evitare le labbra baffute di zie che non avevo mai visto in tutta la mia vita, e i volti rugosi decrepiti cadenti di vecchi zii che avevano lasciato la loro vita in qualche piega di quella loro pelle squamosa. Ma adesso era diverso. Per ingannare l’attesa, ne ordinai un’altra. Non c’era molto altro da fare, in quel bar per morti. Qualche vecchia scorreggia al tavolo, due o tre ragazzi che entravano e restavano...

  Lo schermo andava, come sempre. Acceso, giorno e notte, che pareva che nessuno si prendesse mai la briga di spegnerlo. Non sempre c’era qualcuno a guardarlo, ma questo era normale. Voleva dire che in casa c’era mio nonno. Ogni tanto aveva anche lui le sue botte di risparmio, quindi girava di stanza in stanza per spegnere luci, televisori, elettrodomestici –non importava che servissero o meno, bisognava risparmiare. Poi gli girava il boccino, e allora era capace di accendere e sintonizzare ogni apparecchio della casa su un unico canale,...

(Questa storia è stata originariamente pubblicata su Hotel Morgana il 28 dicembre 2008. La storia integrale si può trovare su “Latinoaustraliana” (Nativi Digitali, 2015), disponibile in cartaceo e ebook su Amazon).   Non riesco a dormire. Mi giro, mi rigiro, poi vado fuori a pisciare. Una rana si è impadronita del bagno e non fa entrare nessuno, così si fa pipì fuori guardando le stelle (e stando attenti che nessun serpente ti morda il culo). In realtà è già quasi l’alba, lì dietro i campi di mango, un panorama che...

  Cara M. come siamo messi a ricordi? Io bene, nel senso che ne ho tanti, fin troppi, ma ormai ho una sorta di filtro che mi permette di lasciar fuori quelli più dolorosi e lasciar passare tutti gli altri. Ogni tanto me ne perdo anche qualcuno buono, lo so, ma è il prezzo da pagare. Tra quelli che sono rimasti, c’è quel pomeriggio di 6 anni fa. Avevo appena iniziato il mio nuovo lavoro ed ero stato mandato a fare la mia prima intervista radiofonica ufficiale. Per tutta la strada...

(Questo articolo era stato scritto in origine per il ventennale, nel 2012, e pubblicato su Hotel Morgana)   Mercoledì saranno trascorsi 20 anni esatti dall’attentato a Giovanni Falcone e la sua scorta. Sono sicuro che per il ventennale tutti tireranno fuori i fazzoletti e qualche frase retorica, un piccolo ricordo, una banalità loffia e due e tre promesse che si perderanno nel vuoto dei prossimi 20 anni. Immagino che le foto di Falcone siano dappertutto, trasformate in gadget e magliette e foto ricordo –che suonano un po’ strane, visto che a...

  Nel sogno mi trovavo in giardino. Era quello di casa, ma allo stesso tempo era troppo vasto per esserlo. Più che vasto, sembrava dilatato. Ogni volta che ne fissavo i contorni, parevano essersi spostati rispetto alla volta precedente. Solo le buche nel prato, le imperfezioni della staccionata me lo ricordavano, come se fosse una versione migliorata del mio giardino. Un cane era legato alla staccionata, vicino al palo dove stendiamo i vestiti. Il palo era vuoto, nudo come un albero in autunno, con braccia metalliche supplicanti sotto un cielo...

  Anni fa ho lavorato in una farm in Queensland, in un posticino scordato da Dio, dalle mappe e dal GPS a tre ore di macchina da Cairns. Io e Valerio, mio amico d’infanzia, raccoglievamo lime e mango e dormivamo in una piccola capanna a ridosso della piantagione. Erano giornate piene, faticose fino allo stremo, sudate da non dire. Di quelle giornate ho già scritto ampiamente in Latinoaustraliana, il mio romanzo. Non penso spesso a quel periodo, ma quando lo faccio, è sempre con piacere –come se dimenticassi la fatica,...