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  Lo schermo andava, come sempre. Acceso, giorno e notte, che pareva che nessuno si prendesse mai la briga di spegnerlo. Non sempre c’era qualcuno a guardarlo, ma questo era normale. Voleva dire che in casa c’era mio nonno. Ogni tanto aveva anche lui le sue botte di risparmio, quindi girava di stanza in stanza per spegnere luci, televisori, elettrodomestici –non importava che servissero o meno, bisognava risparmiare. Poi gli girava il boccino, e allora era capace di accendere e sintonizzare ogni apparecchio della casa su un unico canale,...

  Il pubblico ha questa grassa, moscia, sgradevole idea dell'Arte, la vede come fatta da tizi carini, puliti, intelligenti, con accenti francesi, tedeschi, soprattutto inglesi. Non sanno assolutamente che potrebbe essere fatta da un autista di autobus, da un bracciante o da un cuoco di fast food. Non sanno assolutamente da dove venga l'Arte. Viene dal dolore, dalla dannazione, dall'impossibilità. Dai colpi alle budella dell'anima. Viene dal restare bruciati e cotti e presi a botte. Viene dall'essere troppo vivi in mezzo a tanta morte. da una lettera di Charles Bukowski,...

(Questa storia è stata originariamente pubblicata su Hotel Morgana il 28 dicembre 2008. La storia integrale si può trovare su “Latinoaustraliana” (Nativi Digitali, 2015), disponibile in cartaceo e ebook su Amazon).   Non riesco a dormire. Mi giro, mi rigiro, poi vado fuori a pisciare. Una rana si è impadronita del bagno e non fa entrare nessuno, così si fa pipì fuori guardando le stelle (e stando attenti che nessun serpente ti morda il culo). In realtà è già quasi l’alba, lì dietro i campi di mango, un panorama che...

  Ad una certa temperatura corpi & anime tendono a sciogliersi in pozze irregolari di sogni, rimpianti, orgasmi e difetti fisici di nevrosi, pomeriggi infiniti, gioie momentanee ricordi così manipolati da essere ormai storie da raccontarsi la sera tardi dopo il sesso prima del resto I filosofi passano distratti accanto alle pozze vecchi sporcaccioni le fissano pazienti da balconi con serrande mezze chiuse alcune donne calpestano le pozze, distratte altre ci si specchiano e si aggiustano il trucco i preti le benedicono e vanno via i cronisti scrivono solo di quelle un po’ più larghe le coppie innamorate non ci fanno caso e i bambini ci infilano le mani dentro ne prendono manciate incuriositi e ignari e cominciano...

  Cara M. come siamo messi a ricordi? Io bene, nel senso che ne ho tanti, fin troppi, ma ormai ho una sorta di filtro che mi permette di lasciar fuori quelli più dolorosi e lasciar passare tutti gli altri. Ogni tanto me ne perdo anche qualcuno buono, lo so, ma è il prezzo da pagare. Tra quelli che sono rimasti, c’è quel pomeriggio di 6 anni fa. Avevo appena iniziato il mio nuovo lavoro ed ero stato mandato a fare la mia prima intervista radiofonica ufficiale. Per tutta la strada...

  Un giorno le mie poesie finiranno in fondo a ceste delle frutta e chiavi di casa fogli volanti persi tra i cassetti nuvole di una tempesta a cui nessuno fa caso Versi pessimi e frasi riuscite andranno tutti nella riciclabile in bidoni svuotati da uomini col pensiero del mutuo e foto di tette nel telefonino a rischiarargli la giornata Qualcuno guarderà a quei quaderni come erezioni insoddisfatte del sabato sera a sbadigli del lunedì mattina dimenticandoli alla prossima notifica L’immortalità dell’arte è come quella della carne un grande bluff a cui crediamo finchè ci conviene farlo Io continuo a bluffare nelle ore prima dell’alba piazzando scommesse grandiose e inutili con l’aria di chi sa...

  Scrivere, nell’ipotesi migliore, è una vita solitaria. Lo scrittore cresce nella sua statura pubblica, mentre nasconde la sua solitudine e spesso la sua opera si deteriora. Perché fa il suo lavoro da solo e se è uno scrittore abbastanza bravo deve affrontare ogni giorno l’eternità o la mancanza di essa. Per un vero scrittore ogni libro è un inizio nuovo in cui tenta di raggiunngere qualcosa che è irraggiungibile. Deve sempre tentare qualcosa che non è mai stato fatto o altri hanno tentato senza riuscire… Ho parlato troppo...

  tempo che cambia in una notte vento di burrasca in coperta e su me col motorino il casco come uno scafandro mi immergo in un acquario di nuvole che corrono e auto ferme agli incroci da dentro lo scafandro vedo strane creature che bevono caffè che fissano appuntamenti che progettano pranzi credendosi immortali mentre il mare gonfia e urla onde di risacca contro il ponte ed io ci corro dentro cavalcando il 125 come fosse Ronzinante come tappeto volante come la Poderosa del Che e Mial come nave spaziale tra il traffico delle otto dentro quello scafandro canto seguendo il ritmo dell'oceano e bestemmio e rido e penso a giornate di sole evaporate e...

(Questo articolo era stato scritto in origine per il ventennale, nel 2012, e pubblicato su Hotel Morgana)   Mercoledì saranno trascorsi 20 anni esatti dall’attentato a Giovanni Falcone e la sua scorta. Sono sicuro che per il ventennale tutti tireranno fuori i fazzoletti e qualche frase retorica, un piccolo ricordo, una banalità loffia e due e tre promesse che si perderanno nel vuoto dei prossimi 20 anni. Immagino che le foto di Falcone siano dappertutto, trasformate in gadget e magliette e foto ricordo –che suonano un po’ strane, visto che a...

  Ho una sensazione -che non dovresti trovarti stasera con quest’uomo troppo folle per vivere con gli altri Bevine uno e anch’io me ne verserò, non temere -ecco, brava bevine uno per tutte le infinite volte che questa vita ti pare sprecata bevine uno per ogni volta che sai che c’è solo questa, e pazienza bevine uno per questa nostra notte piovosa e senza senso Non è amore quello che voglio stasera, lo sai bene fammi solo riempire il tuo bicchiere Bevine uno per le macchine che si bagnano fuori sotto il cielo gelido fuma pure, se vuoi e poi bevine uno Bevine uno per ciò che ci hanno tolto e noi sapevamo bevine uno per l’ottimo furto su queste tue labbra così tristi che non...