Scrittore Latino Australiano | Marco Zangari
Scrittore italiano emigrato a Sydney, autore di Latinoaustraliana, che racconta la vita dei giovani italiani trasferiti in Australia in cerca di lavoro.
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  La mezzanotte si avvicinava. Fosse stato Capodanno, avrei fatto come sempre –cioè chiuso in bagno ad evitare le labbra baffute di zie che non avevo mai visto in tutta la mia vita, e i volti rugosi decrepiti cadenti di vecchi zii che avevano lasciato la loro vita in qualche piega di quella loro pelle squamosa. Ma adesso era diverso. Per ingannare l’attesa, ne ordinai un’altra. Non c’era molto altro da fare, in quel bar per morti. Qualche vecchia scorreggia al tavolo, due o tre ragazzi che entravano e restavano...

  Ci senti, lassù? Abbiamo sbagliato non abbiamo fatto altro che sbagliare e cadere e farci piacere l’aver sbagliato e l’esser caduti dimenticando di averci creduto prima di aver bevuto -magari solo dopo- ignari di aver improvvisato sicuri di non esserci cascati -non noi, non stavolta non questa vita- e tutto quello che abbiamo temuto è tutto ciò che ci hanno insegnato e tutto quello che abbiamo perduto non lo abbiamo mai avuto nè forse mai voluto Quando lasceremo tutto questo dopo averlo solo assaggiato averlo appena annusato faremo finta di aver capito e andando via incollati al vetro del treno ci convinceremo di aver vissuto. Marco Zangari © 2016...

  che poi l’unica vita interessante l’unica accettabile è quella con la guerra subito fuori casa e qualche volta anche dentro il rumore di granate e mortai mentre fai la doccia il lampo delle esplosioni che illumina il tavolo durante la colazione la terra che trema, i boati tu che provi ad addormentarti per sognare la pace e scambiarla ancora per felicità e pace è pensare a cosa mangiare tra due cene è trovare il tempo per tagliarti le unghie è lunghe passeggiate senza missili o bombe è gioire solo quando trovi parcheggio -di una gioia piccola contenuta stanca quasi da armistizio.   Tratto da “Chi ha bisogno di Rivoluzione quando invece può andarsene al mare?” (2016), disponibile su www.marcozangari.it Marco...

  Lo schermo andava, come sempre. Acceso, giorno e notte, che pareva che nessuno si prendesse mai la briga di spegnerlo. Non sempre c’era qualcuno a guardarlo, ma questo era normale. Voleva dire che in casa c’era mio nonno. Ogni tanto aveva anche lui le sue botte di risparmio, quindi girava di stanza in stanza per spegnere luci, televisori, elettrodomestici –non importava che servissero o meno, bisognava risparmiare. Poi gli girava il boccino, e allora era capace di accendere e sintonizzare ogni apparecchio della casa su un unico canale,...

  Il pubblico ha questa grassa, moscia, sgradevole idea dell'Arte, la vede come fatta da tizi carini, puliti, intelligenti, con accenti francesi, tedeschi, soprattutto inglesi. Non sanno assolutamente che potrebbe essere fatta da un autista di autobus, da un bracciante o da un cuoco di fast food. Non sanno assolutamente da dove venga l'Arte. Viene dal dolore, dalla dannazione, dall'impossibilità. Dai colpi alle budella dell'anima. Viene dal restare bruciati e cotti e presi a botte. Viene dall'essere troppo vivi in mezzo a tanta morte. da una lettera di Charles Bukowski,...