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Lasciarti a settembreè sempre la mossa più sensatae quella più amaramentre le spiagge desertevengono inghiottite da unbuio totale e bagnatoe le onde inquietesi abbattono malinconichesulla piazza deserta Lasciarvi tutti a settembreè strappo e strazio noti eviolentisenza attenuanticon l’eco che rimbomba nellestrade vuotetra muri grigi di sale Andare via prima dell’albalasciarsi tutto alle spallecon le ultime onde che tiprovano a convincereche davvero tutto quell’amorequella vita, quei sorrisinon sono andati perduticon la risacca della nuovastagione E quasi ci vuoi crederementre rientri col cuore pesanteper l’ultima notte a casaprovando a dormire perpoche oreaccanto ad...

  Le ombre di settembre sono me e te che giochiamo in un immenso giorno di sole prima che venga notte Danzano scomposte su muri bianchi ingialliti mangiati dall’umidità e poi ridono si baciano scompaiono esauste poco prima dell’alba Le ombre di settembre non ci appartengono più vivono staccate da noi e rifuggono la luce nascondendosi nei nostri ricordi Nell’osservarle ci si muove qualcosa dentro qualcosa che siamo stati che potevamo essere che non saremo più E quando anche l’ultima luce dell’estate si spegne le ombre si stringono tra loro diventando una cosa sola col nero del mare. Marco Zangari © 2026...

Articolo apparso su Lettera Emme il 3 agosto 2026: Il passaggio da Los Angeles a San Francisco è brutale, sembra di essere in una parte di mondo completamente diversa – se non fosse che ci troviamo sempre nello stesso Stato, quello che tutti hanno (abbiamo) imparato a conoscere da centinaia di film, serie e canzoni. Cambiano le leggi, il tempo, le consuetudini -le poche cose che restano le stesse sono i prezzi alle stelle (anche a causa del mondiale) e la fretta di chi ci vive a dichiararsi “americani atipici”, come a...

L’ironia è che tutti coloro che arrivano in Australia si immaginano una casa sul mare, l’odore di sale a impregnare un’azzurrità totale, i vialetti e le palizzate colorate. I ragazzi vanno a vivere in dieci in una casa pur di poter dire di stare vicino a Bondi “dove le cose succedono”, mentre chi mette famiglia o è stanco di affitti da usura finisce per vivere in luoghi come questo. Anzi, NON-LUOGHI dove le cose NON SUCCEDONO -a parte questi giorni di maltempo in cui ogni gesto, ogni emozione...

  Queste sono le cose che non ti dicono, quando emigri. Che tu sia un cervello in fuga o un altro disperato in cerca di una base, qualcuno in vena di esperienze diverse o qualche anima che non si lascia in pace, ci sono tantissime parti lasciate fuori nel contratto che firmi senza saperlo. Quando poi scegli un posto lontano come l’Australia, le clausole sono scritte ancora più in piccolo. Puoi dirti che nemmeno l’hai scelta, l’Australia, ma è capitata. Che stavi cercando solo un’occasione, la possibilità che ti...

Di questa città prendo la risacca gentile nella baia le cosce allegre delle ragazze le idee da romanzo in ogni angolo di bar Prendo il sole dietro il collo e le infinite salite in centro i muscoli delle gambe le braccia scure delle madri quelle capienti dei baristi Prendo il sorriso stupido dei ricchi quello poco allenato dei poveri quello col rossetto sbavato del venerdì notte Prendo le spiagge che sanno di fritto la rilassatezza dei backpackers in ciabatte lungo le strade l’odore di barbecue e mare ed un altro parco dove sdraiarsi a smaltire Prendo le ville enormi il mondo nuovo che sa di vecchio i casermoni verso ovest ed...

Qui di seguito l'articolo apparso su Lettera Emme il 13 luglio 2026:   L’aeroporto di Los Angeles ti colpisce per tutti i motivi sbagliati. Il terminale di arrivo è minuscolo, spoglio, peggio di quello di Catania, senza niente che indichi il fatto che in quella città, tra le altre cose, si sta giocando l’evento sportivo più grande del pianeta. Un primo segno che, come cantava Elio per Usa ’94, agli americani forse non interessano i mondiali di calcio americani. Al terminale ci si arriva dopo il controllo passaporti, con uomini dallo sguardo...

  Ho scritto poesie per 25 anni e poi sei arrivato tu ed è più o meno la stessa cosa 25 anni di tentativi di immagini versi & colori di vaghe descrizioni notturne analisi imprecazioni ricerche di un senso e alla fine hai detto tutto meglio tu con uno sguardo E allora continuerai tu a cantare celebrare amare Finirai per me di ridere, di bestemmiare di viaggiare verso il sole finirai quelle frasi lasciate aperte ancora da finire Mi lascerai qui seduto con una penna in mano a riposare a tatuarmi il tuo nome sulle mie ferite a vederti correre più veloce delle mie parole Dopo 25 anni sei la mia poesia migliore. Marco Zangari © 2026...

«Forse è ora di chiamare i tuoi» disse Giulia. La guardai come da dietro un fitto strato di nebbia. Quando riuscii a mettere a fuoco il suo viso, capii che aveva ragione. Non avevo abbastanza soldi nel telefono, così mandai un messaggio a mia madre e le chiesi di richiamarmi. Il telefono squillò subito. Ero in corridoio. Mentre parlavo, lo percorrevo in tutta la sua lunghezza. Prima di staccare, lo rifeci diverse volte. Non ricordo molto di quel giorno, ma ricordo la paura nella voce di mia madre. Il suo dolore...

Clicca qui per guardare il video del brano All’inverno di Sydney, nessuno ti prepara mai. Ti raccontano delle spiagge, dell’oceano, dei grandi parchi, delle feste. Nessuno ti dice cosa viene dopo tutte queste cose. Nessuno ti prepara mai per quando viene il freddo. E arriva anche qui, nel luogo in cui uno si immagina un’estate perenne. È proprio per quell’immagine lì, da film della domenica pomeriggio che amavi da ragazzo, che l’inverno ti coglie quasi di sorpresa e sembra sempre una gran fregatura. Non è neanche lontanamente rigido come altrove, ma...