Scrittore Latino Australiano | Marco Zangari
Scrittore italiano emigrato a Sydney, autore di Latinoaustraliana, che racconta la vita dei giovani italiani trasferiti in Australia in cerca di lavoro, e di "Quando piove, diluvia", romanzo su dolore, distanza, traumi e crescita.
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Due annunci importanti per chi segue questa pagina: il 7 maggio uscirà “Quando piove, diluvia”, il mio secondo romanzo, che vede anche il ritorno di Mattia Pascà. Il libro sarà pubblicato ancora una volta da Nativi Digitali Edizioni, e sarà disponibile sia in formato cartaceo che ebook. Sulla storia, ci sarebbe molto da dire ma possiamo iniziare con una domanda: cosa succede quando, nella propria vita, comincia a piovere all’improvviso? E cosa fare, quando la pioggia diventa tempesta, senza lasciare il tempo di prender fiato? La nuova avventura di Mattia...

Dal balcone osservo il cielo spazzato dal vento in una mattina col sole soffocato da rimasugli di nuvole di temporale Dal balcone osservo il blu di intensità diverse il blu fin dove riesco a guardare il blu di questi spazi così vasti, così ariosi che portano la mente a perdersi Dal balcone osservo e immagino cieli di Far West e pianure sconfinate di mari e vascelli con destini da raccontare di me alla prima stagione fuori casa la prima estate senza mare Dal balcone osservo e sento legarsi fili di storie passate, sogni, ancestrali paure mentre la casa dietro di me è inondata dal silenzio rotto solo dal vento Dal balcone osservo e mi tengo stretto al parapetto come unico...

Quando, nel 2008, iniziai a scrivere quello che sarebbe diventato il mio primo romanzo, cercai allo stesso tempo di tenere anche una specie di diario di lavorazione, per mettere giù dubbi (e quanti ne avevo!), idee, riflessioni. Come sempre capita, la vita si mise di mezzo. Come risultato, invece del mese previsto inizialmente, per finire “Latinoaustraliana” ci misi quasi due anni -e il diario di lavorazione si interruppe dopo pochissimo. L’avevo pure dimenticato, finchè non mi è capitato sotto gli occhi qualche giorno fa -per pura coincidenza, vicino ai 10...

Alla fine del corridoio c’è uno specchio dove mi guardo il meno che posso In questo specchio ci vedo tutto -le rughe come trincee scavate da pensieri da notti senza dormire gli occhi pieni di sole e mare circondati da aloni di corsie d’ospedale la bocca abituata a ridere abituata a darsi da fare che adesso sembra solo curarsi la sete & sospirare il naso che è un destino le labbra morse per evitare per lasciar stare i capelli come fogli di calendario a segnare lo scorrere di mesi e giornate...

Se devo dirla tutta non è così impossibile come dicevano ma non è nemmeno facile Se devo dirla tutta non mi sento in difficoltà come mi vedono ma certo non è una festa e basta Se devo dirla tutta non sono poi così silenzioso come commentano ma neanche mi pare che siano troppo disposti ad ascoltare Se devo dirla proprio tutta non la vediamo mai tutta ma solo la prospettiva più facile e veloce Prestiamo attenzione a rate Sentendo solo una parte di tutto quel che c’è da sentire.   Marco Zangari © 2025...