Scrittore Latino Australiano | Marco Zangari
Scrittore italiano emigrato a Sydney, autore di Latinoaustraliana, che racconta la vita dei giovani italiani trasferiti in Australia in cerca di lavoro, e di "Quando piove, diluvia", romanzo su dolore, distanza, traumi e crescita.
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  Queste sono le cose che non ti dicono, quando emigri. Che tu sia un cervello in fuga o un altro disperato in cerca di una base, qualcuno in vena di esperienze diverse o qualche anima che non si lascia in pace, ci sono tantissime parti lasciate fuori nel contratto che firmi senza saperlo. Quando poi scegli un posto lontano come l’Australia, le clausole sono scritte ancora più in piccolo. Puoi dirti che nemmeno l’hai scelta, l’Australia, ma è capitata. Che stavi cercando solo un’occasione, la possibilità che ti...

Di questa città prendo la risacca gentile nella baia le cosce allegre delle ragazze le idee da romanzo in ogni angolo di bar Prendo il sole dietro il collo e le infinite salite in centro i muscoli delle gambe le braccia scure delle madri quelle capienti dei baristi Prendo il sorriso stupido dei ricchi quello poco allenato dei poveri quello col rossetto sbavato del venerdì notte Prendo le spiagge che sanno di fritto la rilassatezza dei backpackers in ciabatte lungo le strade l’odore di barbecue e mare ed un altro parco dove sdraiarsi a smaltire Prendo le ville enormi il mondo nuovo che sa di vecchio i casermoni verso ovest ed...

Qui di seguito l'articolo apparso su Lettera Emme il 13 luglio 2026:   L’aeroporto di Los Angeles ti colpisce per tutti i motivi sbagliati. Il terminale di arrivo è minuscolo, spoglio, peggio di quello di Catania, senza niente che indichi il fatto che in quella città, tra le altre cose, si sta giocando l’evento sportivo più grande del pianeta. Un primo segno che, come cantava Elio per Usa ’94, agli americani forse non interessano i mondiali di calcio americani. Al terminale ci si arriva dopo il controllo passaporti, con uomini dallo sguardo...

  Ho scritto poesie per 25 anni e poi sei arrivato tu ed è più o meno la stessa cosa 25 anni di tentativi di immagini versi & colori di vaghe descrizioni notturne analisi imprecazioni ricerche di un senso e alla fine hai detto tutto meglio tu con uno sguardo E allora continuerai tu a cantare celebrare amare Finirai per me di ridere, di bestemmiare di viaggiare verso il sole finirai quelle frasi lasciate aperte ancora da finire Mi lascerai qui seduto con una penna in mano a riposare a tatuarmi il tuo nome sulle mie ferite a vederti correre più veloce delle mie parole Dopo 25 anni sei la mia poesia migliore. Marco Zangari © 2026...

«Forse è ora di chiamare i tuoi» disse Giulia. La guardai come da dietro un fitto strato di nebbia. Quando riuscii a mettere a fuoco il suo viso, capii che aveva ragione. Non avevo abbastanza soldi nel telefono, così mandai un messaggio a mia madre e le chiesi di richiamarmi. Il telefono squillò subito. Ero in corridoio. Mentre parlavo, lo percorrevo in tutta la sua lunghezza. Prima di staccare, lo rifeci diverse volte. Non ricordo molto di quel giorno, ma ricordo la paura nella voce di mia madre. Il suo dolore...