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  Abbiamo intenzione di vivere così fino a riempire tutti gli spazi come acqua di lago alla fine di fiumi tempestosi e fiumi incanalati e fiumi selvaggi che spazzano via tutto Riempire gli spazi prima di ritirarsi prosciugarsi per grazia divina o errori alla guida Giacere immoti mentre temporali ingrossano il bacino e alla fine dei temporali riempire più spazi Finchè cielo e acqua non si toccheranno lasciandosi dietro solo brezza silenziosa detriti, forme quasi asciutte e qualche nuovo albero.   Marco Zangari © 2015 www.marcozangari.it Pagina Facebook: Marco Zangari...

    Everything could work out, that was true, it was possible. As long as he stayed alive. Ho sentito parlare spesso di Elmore Leonard, autore di crime stories super prolifico e saccheggiato da Hollywood (uno fra tutti, “Jackie Brown” di Tarantino). Come detto altrove, le crime stories non sono il mio genere preferito (a parte alcuni esempi, tipo questo), però Leonard è già tra i classici, e in più gode di fama da ottimo dialoghista –e per chi scrive, i dialoghi sono importanti come imparare a mescolare i colori è importante...

  Quando mi sento felice mi sento confuso Quando mi sento allegro so che non durerà Quando mi sento stanco mi sto trovando scuse Quando mi sento triste mi sento a casa   Marco Zangari © 2013 www.marcozangari.it Pagina Facebook: Marco Zangari...

  Che grandi ragioni tu hai, o mortale, di lasciarti così andare a lamenti penosi? Perché piangi e lamenti la morte? Se ti è stata gradita la vita trascorsa prima di adesso, … perché non ti allontani, come un convitato sazio di vita, e accetti nell’animo, o stolto, una quiete senza più ansie? Lucrezio Tante cose sono cambiate negli ultimi anni della mia vita (e se seguite il Morgana, ne sapete qualcosa). Per esempio, per una serie di fatti più o meno simpatici, qualche domanda su cosa c’è dopo me lo sono chiesto. Non che...

  Prima di sedermi indosso una camicia che sembra una vela quando si gonfia di cielo e oceano All’orecchio un anello che sa di un bacio e mille dolori Sul braccio cicatrici dei Tropici sulle mani odori di cose di tutti i giorni Sul viso una barba a ricordarmi qualcosa che non voglio scordare Sulle spalle un tatuaggio che mi dà un posto dove andare In faccia rughe per le risate rughe per lo star male e quel sorrisetto che non se ne vuole andare In testa capelli bianchi, negli occhi sogni ai piedi scarpe che hanno fatto chilometri Prendo in mano una penna infinita e sono pronto.   Marco Zangari © 2011 www.marcozangari.it Pagina Facebook: Marco Zangari Questa poesia...

  Quello che sto cercando di dire è che il gioco della letteratura funziona solo da digiuni, solo quando hai fame. Solo allora lo spirito si modifica, solo allora il cuore cambia il battito, la carne impara dal sangue, il sangue dall’aria nei polmoni. Il gioco della letteratura è solo per chi non mangia. Il mestiere di scrivere è per chi non ha da mangiare. Il mestiere di leggere è per chi ha la stessa fame di chi scrive. Questo è tutto quello che avevo bisogno di sapere, e...

  Sta piovendo ed io devo fare qualcosa. Solo che non so cosa.   Sono qui al mio tavolo, a far scivolare i tasti su questa tastiera, e fuori piove. Sento la pioggia cadere sul balcone, sulle macchine in coda, su quelle che sono riuscite a sfuggire al rosso del semaforo. La sento accarezzare i muri e inghiottire i palazzi. La sento e mi dico che è il momento di agire. Un bel corso universitario sembra la risposta giusta. Ma aspetta: lo è davvero? Potrei andare a lavorare, ma al momento è...

“Maybe money can’t buy happiness, but it can rent it for a long time” Non sono così sicuro che “Il potere del cane” –il potente drammone sul narcotraffico messicano (e mondiale)- necessitasse di un seguito, ma sono davvero contento che Don Winslow l’abbia scritto. Del “Potere” ho già scritto lungamente sul Morgana (potete leggere la recensione qui), e il discorso resta valido per “Il cartello”, nuova opera dello scrittore americano che fa tornare in scena (in maniera forse un po’ troppo “hollywoodiana”) i due protagonisti della scorsa avventura: l’agente della...

– Scovai un muro pieno di nomi. Era il Welcome Wall, e quelli erano solo alcuni dei milioni di emigranti che avevano fatto di Oz la loro casa. Dando un’occhiata veloce, si trovavano tantissimi nomi italiani. Ti chiedevi come doveva essere stato, arrivare dopo un viaggio così lungo in una terra sconosciuta, dove fa caldo a dicembre e freddo ad agosto. C’erano delle frasi di alcuni emigranti. Alcuni dicevano di essere scoppiati a piangere, all’arrivo. Altri avevano paura. Non vedevano città, case, niente. Un’altra lingua, un altro clima....

Deliver my soul from the sword; my love from the power of the dog. Premetto al volo un paio di cose: intanto, che questo genere (noir o hard-boiled o poliziesco o comunque vogliate chiamarlo, tanto alla fine esula da tutte queste definizioni e poi spiegherò perchè) non è tra i miei favoriti, anzi non lo leggo quasi mai. Poi, che a questo libro sono arrivato nella maniera forse più improbabile, cioè tramite una citazione in uno dei fumetti del noto disegnatore romano Zerocalcare. Fine delle premesse, passo subito al punto: “Il...