Scrittore Latino Australiano | Marco Zangari
Scrittore italiano emigrato a Sydney, autore di Latinoaustraliana, che racconta la vita dei giovani italiani trasferiti in Australia in cerca di lavoro.
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A vent’anni vivevo tra Roma e la Sicilia ed ero simile a molti altri ventenni: confuso, arrabbiato, affamato e insoddisfatto. Mentre il mondo contava i giorni alla fine della mia giovinezza, pronto a riscuotere tutti gli arretrati, sentivo che c’era sempre meno posto per quelli come me. Cercai un rifugio tra le pagine dei libri che leggevo, ma era come se stessero sempre descrivendo qualcos’altro. Tra tutte quelle parole, non ce n’era nessuna che parlasse di noi, di come ci sentivamo, di come vivevamo, sognavamo e fallivamo. Decisi così...

  A casa ci preparammo per la serata. Non avevo buon feeling col cenone della vigilia. Mi era sempre sembrato la forma di tortura più assurda, costosa e masochista che ci fossimo inventati per le feste. In Australia, scoprii, ognuno faceva quel che cazzo gli pareva. I ragazzi se ne andavano nei pub – che per l’occasione organizzavano mega feste alcoliche. I genitori restavano a sbronzarsi a casa. Ah, lo spirito natalizio. Io, Skye e Valerio andammo al Salty Hotel. Era l’evento più grande di tutta la zona. Si diceva che arrivavano...

  Che poi, a dirla tutta, io qui nemmeno ci volevo venire. È stato solo per necessità. Sì vabbè, l’idea romantica del Paese dall’altra parte del mondo, il sole, i canguri, le stagioni al rovescio e tutte quelle cose lì. Ma se fosse dipeso da me, qui non ci avrei mai messo piede. Quando le cose hanno smesso di dipendere da me? Mi trovavo bene dov’ero. Lì sulla Tiburtina, chi mi veniva a prendere? Stavo come un re. Mi ero riuscito a laureare in tempo, pure se di soldi non ce n’erano mai...

Stavano tutti fuori sulla veranda a chiacchierare: Hemingway, Faulkner, T.S. Eliot, Ezra Pound, Hamsun, Wally Stevens, E.E. Cummings e qualcun altro. “Senti”, disse mia madre, “puoi dirgli di starsi zitti?”. “No”, dissi io. “Stanno dicendo solo fesserie”, disse mio padre, “dovrebbero trovarsi un lavoro”. “Ce l’hanno un lavoro”, dissi io. “Un accidenti”, disse mio padre. “Esattamente”, dissi io. A quel punto Faulkner entrò dentro barcollando. trovò il whisky nella credenza e se lo portò fuori. “Una persona tremenda”, disse mia madre. Poi si alzò e sbirciò fuori in veranda. “C’è una donna con loro”, disse lei, “solo che sembra un uomo”. “È Gertrude”, dissi io. “C’è un altro tizio che sta facendo vedere i muscoli”, disse lei, “dice di poterli battere...

  Il mondo era rimasto senza amore. Le persone continuavano a fare sesso e a riprodursi, ma non come prima. Andare a letto con qualcuno era una questione tecnica, di carattere squisitamente medico come un esame dal proctologo, e come tale non se ne parlava in giro. Lo facevi perchè dovevi, poi tornavi alla tua vita di sempre. Al posto di unioni e matrimoni c’erano individui che interagivano tra l’altro, in maniera più o meno cordiale, ma con una freddezza di fondo giustificata dal fatto che “così sono tutti”. Le...