Scrittore Latino Australiano | Marco Zangari
Scrittore italiano emigrato a Sydney, autore di Latinoaustraliana, che racconta la vita dei giovani italiani trasferiti in Australia in cerca di lavoro.
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Quando tutti sono andati via -la musica più bassa, lenta i bicchieri rovesciati, il disordine- ti siedi, finalmente lo sguardo che fissa tutto e niente stanchezza alle gambe pensieri che scivolano e vengono tagliati in due dalla luna anche il drink che stai bevendo ha un sapore diverso da quello della festa -e lo bevi anche per motivi diversi Quando tutti sono andati via realizzi che non tutti sono andati -molti hanno lasciato all’inizio altri a metà quando le cose si facevano interessanti alcuni avevano promesso di venire ma poi avevano avuto da fare altri ancora ti aspettano fuori- ma non tutti sono andati e tra il fumo li vedi, li riconosci -anche se sbronzi...

– Skye ed io uscimmo ad aspettare l’autobus per la città. Era prestissimo e già c’era fila per salire. Riuscimmo miracolosamente a trovare due posti liberi. La gente aveva facce terribili, facce stitiche, già svuotate. Ti veniva da chiederti come avrebbero fatto ad affrontare 5, 8, 10 ore di lavoro con quelle facce lì. Sembravano già finiti prima di cominciare. Li mandavano avanti come pupazzetti. Avrei trovato normale se qualcuno si fosse alzato e si fosse messo a urlare e mandare tutti affanculo, invece non accadde nulla. Le...

La lingua bianca della Whitehaven Beach era semplicemente un valido motivo per imbarcarsi in un costoso volo di ventidue ore e attraversare mezzo mondo. Era tutto quello che ti poteva venire in mente quando pensavi alla tua vita così come dovrebbe essere, lontano dal freddo dallo smog dalla confusione, dai problemi, dai pensieri, da tutto. [stag_image style="no-filter" src="http://www.marcozangari.it/wp-content/uploads/2015/09/14-500x500.jpg" alignment="none" url=""] Intorno c’era un buio perfetto, di quelli che pensavi che nessuna alba sarebbe mai riuscita a scalfire. Invece, una volta fuori Alice Springs, il nero cominciò a dilatarsi, a macchiarsi di blu, a...

Il Pacifico era proprio davanti a me. Ci guardavamo incerti, come amici che non si sono mai visti ma sono amici lo stesso. Amici che pensano che dovrebbero abbracciarsi ma sono troppo emozionati per fare qualsiasi cosa. Avevo davanti quella distesa blu che si confondeva con il cielo e con tutti quei sogni che avevo fatto senza crederci, molti anni prima. Lasciai che l’oceano mi entrasse dentro. Guardai l’orizzonte dal quale ero venuto, e capii che ne esistevano tanti altri. [image_with_text image='http://www.natividigitaliedizioni.it/wp-content/uploads/2015/09/14-500x500.jpg?04ca9d' title='' title_color='' title_tag='']   [/image_with_text] Sydney è una città perfetta per quando ti senti...

  – Scovai un muro pieno di nomi. Era il Welcome Wall, e quelli erano solo alcuni dei milioni di emigranti che avevano fatto di Oz la loro casa. Dando un’occhiata veloce, si trovavano tantissimi nomi italiani. Ti chiedevi come doveva essere stato, arrivare dopo un viaggio così lungo in una terra sconosciuta, dove fa caldo a dicembre e freddo ad agosto. C’erano delle frasi di alcuni emigranti. Alcuni dicevano di essere scoppiati a piangere, all’arrivo. Altri avevano paura. Non vedevano città, case, niente. Un’altra lingua, un altro clima....